QDF – Query Deserves Freshness: qualità e freschezza prima di tutto!

QDF, acronimo di Query Deserves Freshness non è un concetto nuovo per il mondo del web e della SEO. L’algoritmo di Google, è risaputo, premia freschezza e qualità dei contenuti. Li premia a tal punto da fargli valere una priorità in SERP. L’interpretazione dei contenuti da parte del motore di ricerca, è sempre in costante evoluzione ed aggiornamento, ma molto spesso il concetto di QDF è interpretato nel modo sbagliato. Questo avviene soprattutto nella pianificazione delle campagne SEO e oltremodo quando si tratta nello specifico dei contenuti.

È risaputo che il motore di ricerca riordina i risultati delle query in modo tale da favorire i contenuti più recenti, posizionandoli più in alto in classifica. Con questo meccanismo è appunto premiata la “freschezza” dei contenuti. QDF è nato nel 2007 e aggiornato successivamente, grazie a Caffeine, nel 2011. Da subito si è reso necessario per identificare tutti gli argomenti per i quali gli utenti necessitavano di informazioni sempre fresche e aggiornate. QDF gli ha aiutati ad avere sempre a portata di click tutte le ultime notizie e aggiornamenti su vari argomenti di interesse.

L’algoritmo è in grado infatti di determinare se e quando gli utenti necessitano di informazioni aggiornate e attuali. Basa i suoi calcoli matematici sulla popolarità di un argomento, studiando il flusso di miliardi di query su Google e il numero di contenuti nuovi pubblicati sul medesimo tema.

Come funziona QDF

Query Deserves Freshness analizza i modelli di ricerca degli utenti per capire quando sta cercando informazioni aggiornate e attuali. Si attiva quando Google registra un aumento sostanziale dei volumi di ricerca. L’aumento che prende in considerazione è basato sulla valutazione di tre diverse fonti:

QDF

Però le ricerche non sono tutte uguali e nemmeno i topic. Di conseguenza non è del tutto vero che Google premia sempre i contenuti più freschi. Questo infatti avviene solo quando la freshness risponde allo search intent e corrisponde pienamente ad un interesse mutato o in crescita degli utenti.

Ma non esiste solo questa tipologia di freschezza. Esiste anche quella relativa ai contenuti di un sito, che devono risultare sempre aggiornati e attuali, per non essere considerati scaduti e datati dal motore di ricerca. Una “vecchiaia” che verrebbe severamente punita dal motore di ricerca, con rilevanti perdite in SERP.

A tal proposito Szymanski, ex Googler, affermava:

“… Per i siti come giornali, riviste o portali che operano con notizie frequenti e veloci, per i quali la freschezza verticale può tradursi in un vantaggio competitivo, l’elemento attualità è molto importante e la freschezza è premiata da Google, mentre per la stragrande maggioranza dei siti Web la freshness non è importante come fattore SEO”.

Infatti l’algoritmo QDF non si applica a tutte le query e serve solo per soddisfare gli intenti di ricerca. Influisce invece sul posizionamento in SERP per eventi ricorrenti e specifici, ma anche contenuti che richiedono aggiornamenti costanti, come ad esempio argomenti tecnologici o sportivi. L’algoritmo diventa molto rilevante quando le query sono di tipo informativo e non interessa invece contenuti e temi transazionali.