Featured snippet: lo studio che spiega come ottenerli

I Featured snippet sono sempre stati particolarmente interessanti per i SEO Specialist. Gli sforzi di ottimizzazione miravano a conquistare l’ambita posizione zero per ottenere maggiore visibilità e soprattutto click. Da qui è nata l’idea dell’agenzia di marketing Brado che ha deciso di realizzare uno studio sui pattern di ottimizzazione degli snippet in evidenza. L’agenzia ha collaborato con Semrush analizzando oltre un milione di SERP che attivano featured snippet. Lo studio aveva l’obiettivo di scoprire come funzionano veramente gli snippet per migliorarne l’ottimizzazione.

In un’intervista rilasciata a Search Engine Watch, il CTO di Brado, A.J.Ghergich, dichiara che gli snippet possono aumentare il CTR, impattando il 35% dei click dalle SERP.

Featured Snippet: i settori che li attivano

Prima di tutto lo studio ha dimostrato come i featured snippet sono attivati da diverse parole chiave, suddivise in macro categorie settoriali. Per fare un esempio pratico: la categoria Travel e Computer & Electronics hanno una presenza di snippet pari al 62% dei casi, mentre Arts & Entertainment del 59%, seguiti dalla categoria Science con il 54%. In fondo alla classifica con l’11% di attivazione di uno snippet, troviamo il settore immobiliare.

Pratiche di ottimizzazione per conquistare i featured snippet

Per conquistare i featured snippet il segreto è lavorare costantemente sui contenuti. Questi devono essere ottimizzati seguendo precise best practices che sembrano essere ricorrenti in ogni snippet:

  1. ottimizzazione per parole chiave a coda lunga e domande
  2. ottimizzazione della lunghezza e del formato del contenuto
  3. semplificare la struttura della URL
  4. aggiornare frequentemente il contenuto

Featured snippet

Ottimizzazione per parole chiave a coda lunga e domande

Lo studio ha dimostrato che la maggior parte degli snippet (circa il 55,5% dei casi) fa visualizzare parole chiave a coda lunga (anzi lunghissima!) di almeno 10 termini. Le parole chiave secche invece attivano gli snippet solo nel 4,3% dei casi. Più importanti delle stesse parole chiave sono le “domande”: il 29% delle parole chiave che attivano uno snippet in primo piano inizia con termini interrogativi quali “perché” (78%), “può” (72%), “fare” (67%) e, nel minor numero di casi, “dove” (19%).

Ottimizzazione della lunghezza e del formato del contenuto

Sempre lo studio dell’agenzia Brado ha dimostrato che esistono 4 diverse tipologie di featured snippet:

  1. paragrafi – 70% dei casi con media di 42 parole e 249 caratteri
  2. elenchi – 19% dei casi con 6 elementi e 44 parole
  3. tabelle – 6% dei casi con cinque righe e due colonne
  4. video – visualizzati nel 4,6% dei casi con una durata media di 6:39 minuti

Dati importanti dai quali partire per migliorare l’ottimizzazione dei contenuti e la loro struttura senza scordare mai che conta più la qualità della quantità.

Semplificare la struttura della URL

Come sempre la struttura di un sito deve essere ordinata, chiara e pulita. Per Google questo è davvero molto importante. La struttura delle URL deve avere da 1 a 3 sottocartelle per risultare maggiormente vincente agli occhi del motore di ricerca.

Aggiornare frequentemente il contenuto

In campo SEO e ottimizzazione contenuti il quesito volto a risolvere il dilemma se pubblicare o meno con o senza data di pubblicazione, grava sui professionisti del settore da tempo immemore. A quanto sembra dallo studio è emerso che al fine di conquistare la famosa ex posizione zero di Google, è preferibile pubblicare con la data.

Infatti la maggior parte dei feature snippet di Google include la data dell’articolo:

Sembra essere rilevante anche il tempo di pubblicazione. Il 70% degli snippet visualizzati ha da due a tre anni (quindi pubblicati tra il 2018 e il 2020). Questo significa che la qualità dei contenuti conta molto più della freschezza e, di conseguenza, la presenza della data di pubblicazione sembra non essere un elemento con impatto negativo.