December 2020 core update: approfondimenti sull’aggiornamento dell’algoritmo di Google

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Il colosso di Mountain View ha annunciato con un Tweet, il 3 dicembre 2020, che nelle ore successive sarebbe stato rilasciato l’ultimo aggiornamento dell’anno all’algoritmo. Il December 2020 Core Update ha seguito i precedenti aggiornamenti di gennaio e maggio scorsi. All’inizio del 2021 sono previsti inoltre ulteriori aggiornamenti del funzionamento e delle logiche del motore di ricerca (Page Experience Update).

 

Le conseguenze dell’update in SERP sono state inizialmente molto blande, ma nei successivi giorni si sono intensificate molto. Google ha suggerito a tutti i SEO Specialist di continuare con le best practice di sempre, mettendo a disposizione un elenco di domande da considerare per i siti colpiti dall’aggiornamento. È stato suggerito di continuare a monitorare costantemente e con attenzione Analytcs e Search Console.

 

December 2020 Core Update: la parola agli esperti

Sull’aggiornamento dell’algoritmo si sono espressi molti esponenti SEO. Questi hanno cercato di spiegare, il loro punto di vista, sulla natura e sulla capacità impattante delle modifiche apportate all’algoritmo.

 

Uno di questi è Daniel K Cheung, Team Lead, Prosperity Media, che in merito all’argomento ha detto:

 

“I think we as Search/Discoverability people need to stop thinking about Core Updates as individual events and instead look at Core Updates as a continuum of ongoing tests and ‘improvements’ to what we see in the SERPs.

So when I refer to the December core update, I want to stress that it is just one event of many.

For example, some affiliate marketers and analysts have found sites that were previously ‘hit’ by the May 2020 update to have recovered in the December rollout. However, this has not been consistent.

And again, here is the problem, we can’t talk about sites that have won or lost because it’s all about individual URLs.

So looking at pure visibility across an entire website doesn’t really give us any clues.

There are murmurs of 301 redirects, PBNs, low-quality backlinks and poor content being reasons why some sites have been pushed from page 1 to page 6-10 of the SERPs (practically invisible).

But these practices have always been susceptible to the daily fluctuations of the algorithm.

What’s been really interesting throughout 2020 is that there have been very few reports of manual penalties within GSC.

This has been eerily replaced with impression and click graphs jumping off a cliff without the site being de-indexed.

In my humble opinion, core updates are becoming less about targeting a specific selection of practices, but rather, an incremental opportunity for the algorithm to mature.

Now, I’m not saying that Google gets it right 100% of the time – the algorithm clearly doesn’t and I don’t think it ever will (due to humanity’s curiosity).”

 

In pratica Daniel sostiene che è sbagliato prendere in considerazione i singoli aggiornamenti all’algoritmo di base, considerandoli come eventi individuali. È più corretto invece vederli come un continuum di test e miglioramenti vari, che possono, solo da ultimo, essere visualizzati e conteggiati seriamente in SERP. L’aggiornamento di dicembre 2020 quindi, secondo Daniel, è solo uno tra i tanti. Infatti moltissimi siti che hanno risentito degli aggiornamenti passati da Google a Maggio, hanno potuto riscontrare un miglioramento del ranking, solo in seguito al rilascio dell’aggiornamento di dicembre. Ma vale anche il contrario.

Infine, sempre secondo Cheung, gli aggiornamenti principali stanno diventando sempre meno mirati ad una specifica selezione di pratiche e sono invece più improntati e visti come opportunità incrementali di manutenzione dell’algoritmo stesso.